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“Imaginarium”, il mondo di Chicca Savino

Aveva proprio ragione Giulio Carlo Argan quando diceva che «senza immaginazione non c’è salvezza» e questo lo sa bene anche Chicca Savino.
Romana (classe 1962), l’artista è pittrice, scultrice ma anche interior designer. Da sempre sensibile al mondo dell’arte, ci si avvicina concretamente studiando dapprima all’Accademia delle Arti Decorative, per poi appassionarsi, nel 2014 e sotto la guida dello scultore Massimiliano Giara, alla lavorazione della creta.
Chicca Savino è una delle voci di “Imaginarium”, la collettiva curata a quattro mani da Paola Valori e Marcello Persica, che presenterà il 16 e il 17 dicembre negli spazi di Porta Mazzini, opere di artisti di provenienza variegata ma che condividono una sensibilità particolare.
Assurde, irreali, fittizie, fantasiose, colorate, pop: queste le sculture di Chicca Savino. Un immaginario, appunto, in cui tutto è buffo e contrario alla logica – come la sua “Frog boxeur” o il bassotto arlecchino che sembra fare eco scanzonata agli impegnati arazzi di Alighiero Boetti.

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